Québec, la douce Montréal non è mai stata così vicina.

Attraversare l’oceano e ritrovarsi in una vecchia Europa reinterpretata per il nuovo mondo: aperta, accogliente,  cosmopolita, attiva, e circondata da spazi naturali intatti e maestosi.

La bandiera che sventola sul pennone dell’archivio nazionale non espone la celebre foglia d’acero: sono quattro i fiordalisi bianchi ripartiti da una croce bianca sullo sfondo azzurro. Ecco l’orgoglio per le proprie radici del Québec, la più grande provincia el Canada, uno dei più estesi territori amministrativi del mondo e, oltre al Nuovo Brunswik, l’unico la cui lingua ufficiale è il francese.

Qui nel  1534 l’esploratore Jacques Cartier si addentrò lungo il fiume San Lorenzo aprendo la via alla colonizzazione della Nouvelle France, che all’epoca della sua maggiore espansione, intorno al 1750,  si estendeva dal Labrador al Golfo del Messico, e comprendeva la regione dei Grandi laghi e la valle del Mississippi. La sconfitta militare ad opera della Gran Bretagna e la fine del sogno coloniale non hanno mai scalfito lo spirito identitario  del Québec: lingua, cultura, tradizioni si sono mantenute e rafforzate nel tempo fino a determinare, progressivamente, un pieno riconoscimento istituzionale all’interno della confederazione.     

Questo spiega perché siamo nel nord del continente americano ma appena sbarcati a Montréal si respira un’aria stranamente familiare, come se l’aereo avesse girato in tondo per otto ore per poi ricondurci in una città della douce France con in più qualcosa di indiscutibilmente yankee.

 Tutto è molto facile, a cominciare dalle formalità doganali, ridotte all’osso, e per gli spostamenti si può contare su una rete efficiente e puntuale di trasporti a prezzi convenienti. Montréal è una metropoli di quattro milioni di abitanti per niente frenetica dove la gente esce volentieri, riempie bar, ristoranti, pub, frequenta i tantissimi parchi cittadini, partecipa agli eventi ed agli spettacoli che non mancano mai, durante tutto l’anno. L’estate è la stagione più densa di appuntamenti, celebrata come una festa collettiva, al punto che molti rinunciano alle vacanze, rimandandole ai mesi freddi, pur di restare in città e non perdersi il divertimento. Ma anche d’inverno, nonostante la temperatura a volte proibitiva, c’è la possibilità di girare per negozi, cinema, teatri, supermercati e locali di ogni genere ospitati nella città sotterranea, 33 chilometri  di strutture situate in pieno centro, servite da metro, strade e accessi pedonali.

Se chiedi quale sia il modo migliore di vivere Montréal, tutti risponderanno all’unisono: andare alla scoperta dei suoi quartieri, lo specchio dell’evoluzione storica, architettonica e sociale. E allora prendiamocela comoda e partiamo dalle origini, dalla città vecchia, un’area ricompressa fra Rue Notre Dame e il lungo fiume degli antichi docks, che corrisponde quasi fedelmente al perimetro del primo insediamento coloniale, Ville-Marie. Molti edifici risalgono ai primi dell’Ottocento, e vi si trovano graziosi ristoranti e piccoli hotel di charme, oltre a caffè, gallerie d’arte e boutiques di giovani stilisti emergenti. In buona parte chiusa al traffico, la Rue Saint Paul è il cuore del quartiere. E’ un piacere nella bella stagione sedersi all’aperto in uno dei tanti localini e gustarsi una birra artigianale e il passeggio serale, oppure salire in terrazza, allietati da un gruppo jazz  e accarezzati dalla brezza leggera che soffia dal San Lorenzo. 

 Ma il vero luogo d’incontro è la Place Jaques Cartier, con bar, gelaterie, creperie, bancarelle e lo spettacolo immancabile di artisti di strada. Per completare il viaggio a ritroso nel tempo vale la pena di raggiungere il Musée du Château Ramezay, in Rue Notre Dame Est, magione storica adibita a museo che propone un viaggio fra i momenti salienti di 500 anni di vita del Québec e di Montréal,  dai cacciatori di pellicce all’attualità, ma accoglie anche interessanti iniziative temporanee e, dovesse mai servire, un ottimo ristorante con vista sul giardino interno. Pochi minuti e si raggiunge l’imponente basilica di Notre-Dame, in stile tardo gotico, uno dei simboli della città. Furono i potenti Padri Solpicisti ad adoperarsi per la costruzione, terminata intorno al 1850, si dice per riaffermare con saldezza nei confronti dei dominatori britannici il primato di Roma cattolica, per lo meno in campo spirituale. La risposta dei notabili di Sua Maestà fu la costruzione della sede della prima banca locale (tuttora funzionante e visitabile) la Banque de Montréal, giusto in faccia alla basilica, tanto per rammentare al popolo da che parte stava la pecunia.  Sempre nel quartiere, testimonianze di storia locale al Centre d’historie de Montréal, alla Maison George-Ėtienne-Cartier, e soprattutto al museo archeologico  Pointe-À-Calliére, eretto nel 1992 sulle fondamenta del primo edificio in muratura di Montréal,  accessibili tramite un percorso hight tech molto suggestivo. Di nuovo in Rue Saint Paul per visitare la galleria Images Boréales, con opere d’arte e artigianato della popolazione Inuit, i nativi conosciuti in Europa come Eschimesi che abitano le tundre e i ghiacci del nord Canada. Stampe e sculture di animali, di pregevolissima fattura, libri fotografici, tessuti, vengono promossi e venduti con il sostegno del Governo Canadese. Una passeggiata per arrivare fino al vecchio porto dove si trova Centre de Sciences: un approccio interattivo e innovativo caratterizza tutte le esposizioni e rende fruibili anche gli argomenti più specialistici. Questo è uno dei tanti luoghi interessati dall’iniziativa “Montréal città del vetro” in programma per tutto il 2010, con la mostra SIO2: la science du verre.

La Promenade des Quais volendo è anche il posto giusto per prendere a nolo una delle bici messe a disposizione dalla municipalità (ci sono 350 km di pista ciclabile)  e portarci verso il Centre Ville. Attraversato da tre strade principali, Rue Peel, Rue Sainte-Catherine, Rue Sherbrooke, è la mecca dello shopping e del divertimento notturno e nello stesso tempo il quartiere dei musei d’arte e architettura. L’estetica dominante propone un coacervo di stili, dai grattacieli ai palazzi ottocenteschi, dal neoclassico al razionalista (c’è anche una piccola Chinatown), che pure si fondono con una certa armonia. E poi non è il caso di fare i difficili, perché proprio in quest’area si trova il famoso quartiere degli spettacoli, con sale, teatri, locali e un cartellone inesauribile di musica, danza, opera, commedia, varietà. Ma ogni estate lo show si ferma  e lascia spazio al celeberrimo Festival International de Jazz.  Un carnet eccezionale di grandi nomi – quest’anno, tanto per citare, Sonny Rollins, George Benson, John Scofield, Keith Jarrett, Lou Reed & Laurie Anderson, Lionel Richie, Steve Miller Band&The Doobie Brothers –  e una selezione raffinata di artisti emergenti del jazz, blues, soul con incursioni mirate alle altre forme della musica moderna. Un’autentica festa, in un clima gioioso che accomuna appassionati, giovani, anziani, famiglie con bimbi anche piccolissimi liberi di girovagare nei grandi spazi, da un palco all’altro, seguendo le performance che si susseguono dal pomeriggio alla notte. Tanti gli spettacoli gratuiti, e tanti i bar,  ristoranti, bistrot allestiti per rendere ancora più piacevole la giornata (il sottoscritto si è goduto un travolgente concerto della No Smoking Orchestra di Emir Kusturica comodamente seduto al tavolo sorseggiando un calice di rosé californiano).  Il clima cool del quartiere si propaga nelle aree circostanti.

Il Plateu Mont-Royal, poco più a nord, è considerato il posto più trendy della città: studenti, artisti, designer, creativi, bohémien occupano le tipiche case con la scala esterna e donano al quartiere un’atmosfera informale  molto gradevole, anche se nei bar eleganti di boulevard Saint-Laurent o nella zona pedonale di Rue Prince Arthur non è difficile incontrare qualche celebrità, e sono qui i teatri d’avanguardia e i locali di jazz per intenditori. Chi cerca il top della vita notturna e non disdegna un po’ di trasgressione deve superare la grande avenue Papineau a sud est ed ecco Le Village, la roccaforte e l’anima della comunità gay, peraltro perfettamente integrata nel tessuto urbano e sociale della città. Perché nel quartiere la vita palpita ventiquattro ore al giorno richiamando gente di ogni genere che per nulla al mondo intende perdersi le coloratissime parate,  i cortei, canti, balli legati alla celebrazione dell’orgoglio gay, o il pirotecnico Festival Black&Blue, ma anche i musicisti e i comici di strada in Rue Sainte-Catherine.

In una metropoli alimentata e cresciuta  dall’immigrazione proveniente da oltre ottanta Paesi la Little Italy di Montréal ha assunto nel tempo un ruolo centrale nel contesto urbano. I ristoranti, il mercato ortofrutticolo Jean-Talon, le gelaterie artigianali, i bar con il vero cappuccino e cannoli freschi sono per i monrealesi un richiamo irresistibile. E gradualmente il quartiere, come gli altri, ha calamitato abitanti di tutte le origini creando un “mosaico” di identità. La città ha ampi spazi  per soddisfare la voglia di verde, sport e relax. Le due isole di Sainte-Héléne e Notre-Dame sono le mete preferite in estate e inverno. Sulla prima il Parc Jean-Drapeau offre un parco acquatico, giardini, laghetti, spiagge e ospita l’avveniristico museo de la  Biosphere d’Environment Canada, interamente dedicato alle problematiche del clima e dell’ambiente. Sulla seconda si trova il famoso circuito Gilles-Villeneuve, i magnifici giardini botanici, il bacino olimpionico e, se si vuole tentare la fortuna, il grande Casino de Montréal, con ristoranti, bar e il Cabaret, spazio per spettacoli musicali. Uno dei luoghi di cui i monrealesi vanno fieri è però il Mount Royal; il “monte” è un’oasi verde nel cuore della città, progettata da Frederick Law Olmsted, lo stesso  del Central Park di New York. In inverno ci si viene con gli slittini o a pattinare sul Lac de Castors; in estate per camminare, schettinare, fare jogging e, ogni domenica pomeriggio, ascoltare i concerti indiavolati di centinaia di bongos sgranocchiando un bagel, tipica ciambella al sesamo, e ammirando l’ineffabile  George-Étienne-Cartier che, dall’alto del suo piedistallo di alabastro, nonostante tutto sembra gradire la sarabanda dei giovani batucadores, forse inebriato dalla splendida vista di Montréal.

 

Eventi

Per l’estate e l’autunno 2010 ci sono tantissimi eventi in programma. La lista completa si può trovare in francese e inglese sul sito dell’ufficio del turismo di Montréal (vedi indirizzo in basso). Da non perdere assolutamente:

We Want Miles – Miles Davis: le jazz face à sa légende

Una retrospettiva multimediale che percorre i momenti salienti della vita e della carriera del grande trombettista sullo sfondo dei suoi memorabili concerti a Montréal. Con tanti documenti inediti, un’occasione unica per gli appassionati.

Fino al 29 agosto 2010 – Museo delle Belle Arti

1379-1380, rue Sherbrooke Ouest; quartiere  Centre-ville

Montréal, Ville de verre 2010

Per tutto l’anno 2010 la città presenta un programma eccezionale di mostre e performances dedicate al vetro, sulla storia, gli utilizzi, i significati simbolici di questo insostituibile materiale.

Fino al 31 dicembre 2010 – vari luoghi

Le informazioni sul sito www.villedeverre.com

Île de Pâques, le grand voyage

I misteri dell’isola di Pasqua svelati attraverso oltre 200 oggetti provenienti da collezioni europee e nord americane, con fotografie e filmati d’epoca. Un’eccezionale mostra internazionale sul popolo Rapanui che  ne testimonia creatività, estetica e maestria tecnica. A margine, un ricordo dello scrittore e viaggiatore francese Pierre Loti che visitò l’isola a 22 anni.

Fino al 14 novembre 2010 – Pointe-à-Callière, musée d’archéologie et d’histoire de Montréal
350, place Royale  –  quartiere  Vieux-Montréal e Vieux-Port   

Sito internet:  www.pacmusee.qc.ca  

Les Tam-tams du mont Royal

Da vent’anni tutte le domeniche d’estate, dal primo pomeriggio al tramonto,  un appuntamento che attrae tantissimi monrealesi  che si mescolano ad una moltitudine di percussionisti, danzatori, artisti free lance, venditori. Una festa davvero originale nel verde del vecchio parco di Montréal

Fino al 26 settembre 2010 – Parc du Mont-Royal

www.tourisme-montreal.org, per una guida aggiornata alle attrattive turistiche e agli eventi

Con chi andare: Air Transat è la principale compagnia canadese dedicata al segmento leisure con collegamenti No Stop e diretti dall’Italia verso il Canada con partenze da Roma e Venezia e da giugno 2010, anche da Pescara e Lamezia Terme. Attualmente la sua flotta è composta da 18 Airbus A330 e A310 Air Transat effettua collegamenti tra il Canada e l’Europa da oltre 15 anni.

A partire da aprile a ottobre 2010 collega:

Roma Fiumicino – Montréal 5 volte a settimana (lunedì-martedì-venerdì-sabato-domenica), da maggio a ottobre 2010 Venezia – Montréal 1 volta a settimana (sabato), da giugno a ottobre 2010:

Lamezia Terme – Montréal 1 volta a settimana via Roma Fiumicino (martedì).

Collegamenti anche su Toronto e Vancouver

www.airtransat.it

Dove dormire: LE PETIT HOTEL

Situato in un edificio storico della vecchia Montréal, Le Petit Hotel  è circondato da strade pittoresche, gallerie d’arte, boutique e caffè.  Di gusto europeo, è ispirato a linee di stile contemporaneo con 24 camere easy chic, dal differente design.   

168 St. Paul Street West

514-940-0360

www.petithotelmontreal.com

Dove mangiare:

L3B Saint Paul – Rue Saint Paul 105. Nel cuore del centro vecchio, birra artigianale e piatti tradizionali del Québec; da assaggiare i formaggi, d’inconfondibile impronta francese. Ambiente giovane, ideale anche per uno spuntino veloce.

Cafe Terrasse L’Arrivage – Place Royal 350. Situato al secondo piano del museo di archeologia e storia di Montréal – Pointe-à-Callière, offre una magnifica vista sul Quai e una cucina creativa molto leggera e sfiziosa che attinge dal Mediterraneo ma si giova di  prodotti locali, pesce di mare e di lago, ottimo salmone, prezzi contenuti.

Pranzare al museo  Château Ramezay- Rue Notre Dame Est 280. In questo luogo di tradizione ci si sorprende per la cucina innovativa, in una cornice elegante ma informale. Crostacei del Mare del Nord, pesce, carni e selvaggina di qualità, dolci raffinati con un inconfondibile tocco “quebequoise”. 

Informazioni in Italia: www.bonjourquebec.com/it

 Da sapere:

Gli abitanti sono detti canadesi o anche, amichevolmente, canucks.

Mosaico culturale” (francese: “la mosaïque culturelle canadienne”) è un termine usato per descrivere la mescolanza di gruppi etnici, lingue e culture che coesistono all’interno della società canadese, diverso dal melting pot.

Il Québec è la provincia più estesa e la seconda più popolosa del Canada dopo quella dell’Ontario. Con il suo linguaggio, la sua cultura e le sue istituzioni, esso costituisce una nazione all’interno del Canada.

Il Québec fa parte della regione denominata Canada francese la cui popolazione è prevalentemente francofona. Trattandosi di una varietà del francese, viene chiamato francese del Québec.

Il Québec è l’unica provincia canadese in cui l’inglese non è lingua ufficiale e una delle due in cui il francese è lingua ufficiale (l’altra è il Nuovo Brunswick, o Nouveau Brunswick).

La capitale della provincia è la città di Québec (ville de Québec in francese, Quebec City in inglese), mentre la città più popolosa è Montréal (Montreal, in inglese).

La moneta ufficiale è il dollaro canadese. 1 euro   corrisponde a circa 1,30 dollari canadesi

Per telefonare dall’Italia comporre 00+1+514 per Montréal. Verso l’Italia 011+39+prefisso senza lo zero.

Fuso orario: – 6 ore

Siti utili:

www.turismo.canada.it,  è necessario però registrarsi per entrare

www.bonjourquebec.com/it-it/villesmontreal2.html

www.montreal.com

www.ville.montreal.qc.ca

www.saintclub.it/Montreal, come vivere Montréal, la giornata tipo e le relative abitudini degli abitanti di Montreal

 

Testo e foto di Gianfranco Podestà

 

 

 

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