Passione barocca in terra di Puglia

Chiesa di Santa Maria della Pieta' - San Severo
Chiesa di Santa Maria della Pieta' - San Severo

E qui l’entusiasta guida Angela Beccaris, con la sua passione infinita per il luogo, fa notare con un bel sorriso  i richiami alla Buona Novella di Fabrizio De Andre’. Sulle colonne si notano gli stemmi delle famiglie nobili tra cui la stella a 16 punte, stella cometa di cui si adorna lo stemma della famiglia del Balzo che si dice discendesse da un re magio, è ovviamente il più ricorrente.  La grande ricchezza accumulata dalla chiesa nel corso dei secoli grazie ai  lasciti delle famiglie nobili, che le aveva procurato l’appellativo di “staterello di Santa Caterina”, è andata invece completamente perduta. Un altro tipo di barocco domina l’architettura di  San Severo (FG) famosa per la grande qualità dell’olio e del vino che vi vengono prodotti e nel 2006 riconosciuta Città d’Arte, simbolo del Barocco della Puglia Settentrionale. Un barocco più leggero di quello leccese, meno ricco vista la matrice prettamente contadina della città. Dice la leggenda che San Severo fu fondata da Diomede reduce dalla guerra di Troia. Distrutta quasi interamente dal terremoto del 1627 fu ricostruita nel ‘700, improntata allo stile barocco dell’epoca di cui conserva ancora significativi monumenti. Fregi e rosoni rivestono le facciate di chiese e palazzi del centro storico. Tra gli elementi decorativi si trovano spesso i mascheroni, utilizzati per proteggere dalla sfortuna e dai pericoli. La massima espressione del  Barocco sanseverino si trova negli intricati motivi ornamentali degli  interni delle chiese e nelle cupole rivestite di piastrelle smaltate in diversi colori. Nei vicoli sopravvivono ancora alcune edicole votive dedicate per lo più alla Madonna Nera del periodo bizantino. Una delle più belle è quella sotto l’Arco della Neve chiamato così perché vi si vendeva la neve  quando ancora non esistevano i frigoriferi. Si dice esista anche  una San Severo sotterranea dato che ogni palazzo possedeva una magnifica, enorme cantina dalle alte volte in mattoni in uso ancora oggi. Sono stati i terremoti a trasformare l’intrico di strade medievali in una scacchiera sviluppatasi al di fuori della cinta muraria, abbattuta completamente dopo il terremoto del 1627 e sempre i terremoti hanno disegnato la maggior parte delle costruzioni a due piani, con l’eccezione dei palazzi nobili (de Petris, de Lucretiis, Fraccacreta, Mascia, Curtotto, del Pozzo, Summantico, etc.) e delle architetture ecclesiastiche di chiese e monasteri. I tre principali monasteri quello delle Benedettine, oggi sede del Tribunale, quello dei Francescani, sede della Biblioteca Nazionale e del Museo e quello dei Celestini (sede municipale dal 1813) hanno mantenuto fregi e stemmi monastici, imponenti portali e grandi

Teatro Verdi - San Severo
Teatro Verdi - San Severo

sale di rappresentanza aggiunte successivamente. Monumenti nazionali le scenografiche chiese di Santa Maria della Pietà e San Lorenzo, entrambe riccamente decorate da  marmi policromi. Nella prima vi si venerano le spoglie del Santo Martire Adeodato e il prodigioso affresco tardo medievale della Madonna della Pietà, il cui volto accoltellato da un pellegrino iracondo nel 1557, stillò sangue. Meraviglioso anche il pavimento in pietra garganica e marmi policromi del 1762 e l’altare di scuola napoletana. In San Lorenzo, dall’inusuale pianta ovale,  sono di notevole interesse il pulpito ligneo, l’antico organo e i tre superbi altari. Insolite le grate che permettevano alle monache di clausura benedettine di assistere alle funzioni religiose. Dove oggi sorge il teatro c’era l’orto per uso esclusivo delle monache. La Cattedrale risale all’anno mille ma venne ricostruita dopo il sisma con fastose decorazioni a sipario. La chiesa più antica è San Severino dedicata al principale patrono della città e sulla cui facciata di transetto, oltre al raffinato archivolto di età federiciana, spicca il bassorilievo del Santo tra due angeli. La settecentesca statua dell’Ecce Homo portata in processione il venerdì santo è custodita nella Chiesa della Santissima Trinità. Crema e bianco sono le elegantissime tonalità della Chiesa di San Nicola, in cui risalta Il miracolo delle donzelle, stupefacente soffitto affrescato da Nicola Menzele nel 1769. Annoverato tra i più belli d’Italia il Teatro Comunale dedicato a Giuseppe Verdi è stato decorato da Luigi Schingo, l’eclettico artista locale morto nel 1976, a cui è stata dedicata anche una sala del museo e spazi nei palazzi pubblici che ospitano alcune delle sue statue più belle. Purtroppo il teatro è sottoutilizzato e nemmeno la chiusura per restauri del Petruzzelli di Bari ha spinto a una programmazione più attenta e lunga, per coprire i fabbisogni di una regione estesa. Essendo un grosso centro agricolo la cultura è stata a lungo trascurata. Ma con  la recente qualifica di Città d’Arte, soprattutto i giovani sperano che San Severo possa finalmente compiere un salto di qualità.

Testo di Daniela Bozzani – Foto di Federico Klausner

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